Quando una coppia si separa, l’ostilità può diventare un rumore di fondo costante. Ci si parla solo per accusarsi, ci si scrive solo per rivendicare. Ma in questa battaglia di trincea, chi paga il prezzo più alto?
Quasi sempre sono i figli, spettatori involontari di un conflitto che non appartiene a loro.
Come Mediatrice, il mio compito non è dire chi ha ragione o chi ha torto. Il mio lavoro è abbassare il volume di questa ostilità.
La Mediazione Familiare serve a questo:
Trasformare il rancore in accordi pratici.
Smettere di essere “ex” che combattono e tornare a essere genitori che collaborano.
Creare un “territorio neutro” dove il bene dei minori non sia solo uno slogan, ma una realtà quotidiana.
Non è un percorso facile, ma è l’unica strada per smettere di farsi la guerra e ricominciare a costruire in maniera matura.
Secondo la vostra esperienza, quanto conta avere uno spazio neutro per riuscire finalmente a confrontarsi con calma?